Sabato
16 Dicembre 2017

Marius Stroppa

 

All' inizio degli anni ' 30 un eccentrico mezzo di trasporto si aggirava per Milano: era un' avveniristica libreria viaggiante, progettata per l' editore Rizzoli. L' artefice del progetto, Mario Stroppa, negli ambienti accademici era noto come Marius. E «Marius», appunto, si intitola il libro appena pubblicato per volontà dell' amministrazione comunale di Pandino (Cremona), suo paese natale, per ricordare la vita e l' opera di un genio a cui la notorietà, purtroppo, non ha sorriso. I suoi compaesani lo chiamavano «Mariomacchina», irridendo un po' il suo estro creativo, come spesso accade agli uomini di genio. Classe 1880, nipote del famoso scenografo della Scala Antonio Rovescalli, Mario Stroppa fu fin da giovane un brillante autodidatta. Sedicenne, frequentò il corso triennale della scuola superiore d' arte applicata alle industrie del Castello Sforzesco. Nel ' 97, fresco di diploma, si iscrisse all' accademia di Brera, ma non terminò mai gli studi e forse questa scelta pregiudicò il suo futuro. La sua abilità nel tratteggiare prospettive a volo d' uccello, il gusto nel proporre le sue illustrazioni (usate anche per le copertine di riviste famose quali il Touring o per cartelloni di prodotti noti come Pirelli e Folonari), il suo estro nel progettare soluzioni avveniristiche per edifici e città lo resero uno dei progettisti più richiesti dagli architetti di grido. Ma lui, personalmente, non poté mai firmare un proprio progetto architettonico. Nel 1927, ad esempio, partecipò, in collaborazione con un grande architetto, al concorso indetto dal Comune di Milano per lo studio del piano regolatore della città: purtroppo il progetto fu solo menzionato, nonostante Marius dimostrasse di precorrere i tempi con il suo studio per una metropolitana e per tram elettrici. Tra il 1933 e il 1934 vennero pubblicati, sempre sul «Corriere della Sera», i vari dibattiti sui mutamenti della città in relazione ai piani regolatori del 1928-34 e Marius non solo si inserì nel dibattito, ma offrì anche la sua collaborazione come illustratore. Rimane, tra gli altri, un bellissimo carboncino di piazza San Babila con la basilica, la linea tramviaria, gli operai al lavoro e gli attrezzi meccanici. Negli anni tra il 1903 e il 1942, Stroppa conobbe il successo grazie alla sua attività d' illustratore, progettando e decorando molti padiglioni per varie esposizioni, realizzando i manifesti pubblicitari per molte rassegne. Tra i lavori più importanti, oltre al manifesto per l' esposizione di Milano del 1905, i pannelli decorativi per l' esposizione di Bruxelles del 1910-12 e tutta la produzione grafica per clienti di rango come la Società Acciaierie Lombarde (oggi Falck), la Sonzogno e la Rizzoli. L' Editore Rizzoli in effetti fu proprio uno dei suoi più importanti committenti.

Per lui Marius progettò il Padiglione del libro alla Fiera campionaria del 1935 a Milano. Dall' alto del suo eclettismo Stroppa studiò la composizione sia dal punto di vista architettonico che espositivo, arredando il padiglione come lo studio di un professionista, con scrivanie e librerie in stile novecentista. Ma nonostante le sue straordinarie doti, nonostante le mille conoscenze, Marius non riuscì mai a sfondare. Un uomo geniale, dall' intelligenza leonardesca, che non conobbe mai i dovuti riconoscimenti. Giovanna Roseghini Vita da recluso Mario Stroppa, chiamato «Marius», nacque nel 1880. Chi l' ha conosciuto ricorda come vivesse di pochissimo, recluso nella sua stanza del castello di Pandino che il Comune gli concesse in uso per portare avanti i suoi esperimenti sulla macchina per il «moto perpetuo», i suoi progetti per una linea d' arredamento davvero insolita. Senza possibilità di scaldarsi, senza un camino da cui attingere un po' di calore, morì povero nel 1964, sostenuto solo da un vitalizio devoluto dalla Famiglia Artistica di Milano.

 

Marius Stroppa, le opere ospitate in Castello

Alla morte di Marius, le sue opere vennero donate al Comune di Pandino, con l'impegno di realizzare un museo dedicato all'artista.Le Opere, ricoverate in castello, poche volte sono uscite dalle stanze che le ricoverano e comprendono dipinti, lucidi, carboncini, grafiche.

Molto interessanti una serie di mobili realizzati in legno senza l'utilizzo di chiodi, e tuttora utilizzati dall'Amministrazione comunale. Sono presenti anche studi e realizzazioni di macchine tecniche tra le quali spicca, nella stanza della torre che ospitava lo studio di Marius , il prototipo della Macchina del moto perpetuo.

 

L'Amministrazione Comunale ha avviato nel 2010 la prima fase del "Progetto Marius" volta alla messa in sicurezza delle opere (ospitate nel Castello Visconteo) tramite la catalogazione, la pulizia, il riordino e lo stoccaggio delle opere stesse.

Il progetto, finanziato da privati pandinesi, è stato seguito dalla Prof.ssa Telli docente di restauro presso il C.F.P. di Cremona.

 

Dalla catalogazione effettuata, sono presenti:

1083 disegni su carta e lucido

23 opere su carta in cornice

17 fotografie

2 supporti vari

37 supporti misti
 

La collaborazione con L'Accademia delle Belle Arti di Brera

 

Al fine di realizzare una mostra che possa esporre un numero sufficiente di opere (le più rappresentative della vasta produzione dell'artista) e che possa diventare la base, le fondamenta, su cui costruire un futuro museo, l'Amministrazione ha coinvolto diversi attori che, per le loro peculiarità e capacità, hanno la piena titolarietà per partecipare attivamente alla progettualità.

La mostra vedrà così, sin dalle prime fasi, il coinvolgimento attivo di tre importanti istituti  che, nel corso della loro storia, sono già entrati in contatto con Marius:

L'Accademia delle belle Arti di Brera di Milano e

il Centro di Formazione Professionale di Cremona.

 

Riteniamo fondamentale questa operazione di partnership per raggiungere alcuni importanti obiettivi:

• Far conoscere Pandino e il suo Castello a Istituti scolastici superiori, facendo cogliere loro l'opportunità di svolgere un progetto su un monumento storico quasi unico nel suo genere.

• Far conoscere l'Artista Marius e le sue opere a studenti d'arte.

• Coinvolgere menti fresche e capaci di interpretare al meglio i loro tempi

• Fornire agli studenti la possibilità di veder realizzato un progetto scolastico, premiando economicamente il progetto scelto e formandoli "sul campo".

• Realizzare una mostra con l'intento di rendere giustizia alla memoria di un artista non capito e poco considerato se non dagli addetti ai lavori.

• Dare al progetto  un forte impattoformativo, stimolando la visibilità mediatica, coinvolgendo mezzi nazionali.

 

Gli studenti del Corso di Scenografia - Progettazione degli spazi espositivi, dell' Accademia delle Belle Arti di Brera, coordinati dalla Prof.ssa Campi e dal Prof. Ghirardosi, hanno progettato l'allestimento della futura mostra delle opere di Marius Stroppa, individuando modalità espositive consone al periodo storico e alle opere dell'artista. Gli studenti sono stati coinvolti in una sorta di concorso di idee e sono stati premiati con un contributo in denaro devoluto da un privato di Pandino.

 

Scoprite Marius su Facebook