Sabato
16 Dicembre 2017

Gradella e i Borghi più Belli d'Italia

Gradella: uno dei borghi più belli d'Italia
 
Nel mese di Marzo del 2005, la frazione di Gradella è stata ammessa a far parte del prestigioso Club de I Borghi più Belli d'Italia. Sorto nel 2001 per iniziativa della Consulta del Turismo di ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, il Club conta oggi circa 200 iscritti. Tra questi, Gradella è l'unico borgo "rurale".

IL NOME 

Originariamente, il borgo aveva nome Gardella. L'ipotesi più probabile è che esso derivi dal germanico gard (luogo fortificato) ed ell (in germanico alod, possesso), quindi significherebbe possesso della fortificazione.
 
LO STEMMA
Si tratta dello stemma della famiglia Maggi, a partizioni orizzontali grigie e azzurre sovrastato da un elmo di tre quarti a destra e con svolazzi laterali.
 
LA STORIA
  • VIII- IX sec. Gradella doveva già esistere a questa data e doveva trattarsi di un presidio longobardo. Vicino a tale presidio doveva esistere anche un castello.
  • 1186 Federico Barbarossa concede a Milano vari possedimenti, tra i quali figurano Gradella, Pandino, Agnadello e Rivolta.
  • 1198 Nel trattato di pace tra Lodi e Milano, i milanesi consegnano ai lodigiani le giurisdizioni civili e criminali sulla circoscrizione ecclesiastica di Lodi, che comprendeva anche Gradella.
  • XIII sec. Periodo durante il quale fu probabilmente distrutto il castello di Gradella.
  • 1442 Gradella entra a far parte, con Spino d'Adda e Nosadello, di un feudo concesso alla famiglia dei Landriani; il feudo riguarda però solo la metà lodigiana del borgo di Gradella: l'altra metà, Gradella Superiore, rientra nel territorio del ducato milanese e fa parte del feudo di Pandino, che passa nelle mani delle famiglie Visconti, Sforza, Sanseverino, Duarte, per finire alla famiglia d'Adda.
  • 1558 Onofrio Maggi, nobile bresciano, acquista i primi terreni e le prime case nel borgo di Gradella.
  • 1637 Il feudo di Spino, Gradella e Nosadello passa al gentiluomo milanese Francesco Capra.
  • 1692 Il marchese d'Adda e il signor Capra rimettono i loro possedimenti in Gradella Superiore e Inferiore alla regia Camera Ducale. Così nasce il nuovo feudo di Gradella, di cui Girolamo Maggi diviene Conte il 24 aprile di quell'anno; a quell'epoca il borgo era abitato da 49 famiglie.
  • 1868 Gradella, Nosadello e Pandino vengono fusi in un unico Comune
  • 1944 La villa dei conti Maggi è requisita dal comando germanico di Cremona e viene occupata da Graziani, comandante delle forze armate della repubblica di Salò.
  • 1982 La contessa Camilla, vedova dell'ultimo conte Aymo Maggi, vende i possedimenti di Gradella ad un privato che, dopo qualche anno, li cede agli attuali proprietari.
 
IL GENIUS LOCI
Secondo una leggenda diffusa dal sig. Beppe Consolandi nel 1951, il nome di Gradella deriverebbe da quello di Graziella, una principessa che anticamente regnava su queste terre, rapita da un drago e poi salvata da un valoroso cavaliere. Tale leggenda non ha fondamenta storiche, tuttavia affonda le sue radici nell'antico aspetto di questa zona, caratterizzata un tempo da boschi, mentre il drago è ricollegabile al leggendario mostro del Lago Gerundo (agglomerato di paludi poi bonificate). Attraversando il viale alberato che porta a Gradella sembra comunque di entrare in un ambiente fiabesco, cui concorre anche la tranquillità in cui il borgo è immerso, rotta solo dai rumori di una natura praticamente intatta.
 
LA MEMORIA DEGLI UOMINI
"Col giunger dell'aprile/ tra i cespugli dei lillà/ canteranno gli usignoli/ e la rondine sorella/ al suo nido tornerà/ (…) Queste son le cose belle/ nel paesetto che ha tre case/ tre casette e un campanile/ poche cose e molto cuore/ Esso a sera si addormenta/ sotto l'occhio delle stelle/ e nel sonno suo innocente/ ogni notte attende e spera". (poesia della sig.ra Marmilia Gatti Galasi).
 
IL PERSONAGGIO
Aymo Maggi (1903-1961) è stato l'ultimo Conte di Gradella, e forse quello che più ha amato il nostro borgo: quando se ne allontanava, non nascondeva la nostalgia che la lontananza gli procurava. Nel 1933 iniziò a scrivere il "Libro di memorie di Gradella", dove annotava le migliorie che secondo lui andavano apportate al paese stesso. Fu infatti il Conte a costruire un acquedotto per il borgo e a predisporre bagni pubblici; finanziò l'asilo per i bambini del posto e si preoccupò costantemente della pulizia e dell'abbellimento del borgo. Nel 1927 fu tra i fondatori della corsa automobilistica "Mille Miglia", gareggiando in prima persona. Nel 1948 i Gradellesi, ricambiando l'affetto del conte Aymo, gli donarono una pergamena di riconoscenza.
 
LA CURIOSITA'
Girovagando tra le vie di Gradella, è possibile imbattersi in un gruppo di daini, portati qui dall'ultima contessa, Camilla Maggi, poiché questi animali erano una sua passione. I daini si sono perfettamente ambientati tra i bovini e gli equini allevati nel borgo, e oggi accolgono festosamente chiunque si avvicini loro.
 
LE BUONE PRATICHE
L'intero borgo di Gradella è soggetto ad un Piano Ordinatore specifico, approvato dal Consiglio Comunale e che si affianca al Piano di Governo del Territorio.
In virtù di questo piano, gli interventi edilizi sono vincolati al rispetto di specifiche linee guida volte a salvaguardare il mantenimento dell'identità urbana del borgo, salvaguardando i criteri costruttivi e morfologici degli edifici.
Oltre ad una attenta salvaguardia dell'ambiente urbano nelle sue caratteristiche "modulari" (altezze, frequenze di aperture, elementi ornamentali, rapporti tra pieni e vuoti, etc.) è richiesta una responsabile salvaguardia dell'esistente tessuto sociale costituito da un vivo rapporto tra residenza e attività produttive, artigianali, commerciali e agricole.
 
DA VEDERE
Naturalmente il borgo di Gradella merita una passeggiata fatta in tutta calma, per godersi l'abitato rurale con le caratteristiche case dipinte in giallo e profilate di mattoni rossi e le corti comunicanti; Ai margini del borgo emerge poi villa Maggi, già esistente nel XVII secolo, che deve il suo aspetto attuale alle modifiche attuate nei secoli XIX e XX. Al centro di Gradella si erge la Chiesa Parrocchiale dedicata alla S.S. Trinità e a S. Bassiano costruita a partire dal 1895, mentre innanzi al cimitero è collocata una piccola cappella sul luogo dove si trovava il lazzaretto, sorto durante la peste del 1630.
 
DIVERTIMENTI
Il borgo di Gradella e i paesi limitrofi si prestano in modo eccezionale al cicloturismo. Sono poi molte le occasioni per partecipare alle manifestazioni organizzate dalle associazioni del luogo, come i raduni dei Boy-scout.
 
ARTIGIANI

Il nostro borgo si caratterizza anche come luogo prediletto dai pittori. Son ben quattro, infatti, gli artisti che hanno scelto di vivere e lavorare a Gradella:

Agostino Arrivabene, Fazio Lauria, Paola Morettini, Mladen Music.